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C’è poco da aggiungere a quanto disponibile in rete sulla Convenzione Onu dei Diritti dell’Infanzia (CRC).
Fior di organizzazioni se ne occupano con competenze spesso complementari (vedi links).

In questa sede mi sembra tuttavia interessante sottolineare come il valore dei Diritti, premessa ad un modo d’essere e comportarsi, in Italia possa essere in concreto sottovalutato perché ‘tanto, da noi sono rispettati’, ‘a casa mia non ci sono problemi’, ‘nell’Italia di oggi le garazie ai minori sono consolidate’.

Sono le cronache, purtroppo, a smentire queste opinioni con i fatti: la violenza, fisica o psicologica, uno stile di vita improntato a valori consumistici più che di rispetto e di solidarietà, l’abitare in città a misura di adulto e non di bambino, le difficoltà a fare una vita sociale sana in cui il crescere si affidi a tempi e modalità naturali, sono tutti fattori che pongono alla persona sensibile, oltre all’informare, il problema di come implementare una cultura dei Diritti in grado di avere un reale impatto sociale.

Non solo: mai dimenticare che i Diritti dei ‘piccoli’ sono gli stessi Diritti dei ‘grandi’, che, in virtù dell'età, ne acquisiscono altri. Ricordando solo questo, si inizia già a ragionare in termini di pari dignità. E non è poco.

In ogni caso, ecco il documento della CRC approvato dall’ONU il 20 novembre 1989 (pdf 264 Kb), Convenzione che rappresenta riferimento legislativo maggiormante riconosciuto e condiviso in tutto il mondo, a testimonianza di valori davvero universali.


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